Messaggio di Papa Francesco ai BRICS: Vaticano vuole status di osservatore

Un articolo di: Redazione

L’Osservatore Romano: dal summit dei BRICS “emerge un messaggio forte sulla volontà del gruppo di porsi come un sistema di alleanze economiche alternativo a quello promosso dall’Occidente, anche se non necessariamente in un’ottica di contrapposizione”.

Il presidente dell’Unione Mondiale dei Vecchi Credenti, Leonid Sevastianov: “Il Santissimo Padre vorrebbe, e ritiene che sarebbe positivo, se il Vaticano ricevesse lo status di osservatore nella nuova struttura BRICS”. Il Cardinale Matteo Maria Zuppi: multilateralismo è l’unica via per far fronte alle nuove sfide.

I media della Santa Sede, dall’Osservatore Romano al portale Internet Vatican News hanno dedicato molta attenzione al summit del gruppo dei Paesi BRICS, che si è svolto a Johannesburg, in Sudafrica. A differenza dei media occidentali che hanno cercato di sminuire il significato dell’evento – per il quotidiano la Repubblica i BRICS stanno insieme soltanto per “trovare un modo di proteggersi dalle sanzioni dell’Occidente” – i giornalisti della Santa Sede hanno dimostrato un approccio profondamente analitico e molto equilibrato.
L’autorevole Osservatore Romano ha sottolineato che dal summit dei BRICS “emerge un messaggio forte sulla volontà del gruppo di porsi come un sistema di alleanze economiche alternativo a quello promosso dall’Occidente, anche se non necessariamente in un’ottica di contrapposizione”.
In un articolo di analisi intitolato “Nuove prospettive per i BRICS” L’Osservatore Romano ha sottolineato che al vertice dei BRICS oltre a offrire “un’alternativa per lo sviluppo del ‘Sud globale’ è stata data grande attenzione allo sviluppo dell’Africa”. In un altro editoriale del titolo “BRICS: Xi e Putin lanciano un messaggio all’Occidente” il quotidiano della Santa Sede ha citato il presidente della Russia, Vladimir Putin, secondo il quale il “ruolo dei BRICS è ora richiesto per costruire un mondo multipolare”.
Il portale Internet Vatican News ha seguito giorno dopo giorno i lavori del summit a Johannesburg. Secondo la giornalista Paola Simonetti, “sul tavolo del vertice dei BRICS, ci sono stati i grandi temi globali, la pace e la lotta alle diseguaglianze, attraverso la lente di quello che secondo il presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, è un nuovo schema per la gestione delle relazioni internazionali, un modello globale alternativo per ‘l’integrazione tra i continenti e pari condizioni per tutti’”.
Da gennaio 2024 nei BRICS, attualmente composti di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, saranno incluse altre sei nazioni. Ci saranno anche Arabia Saudita, Iran Argentina, Egitto, Etiopia, ed Emirati Arabi Uniti. Con “l’allargamento ad altri sei Paesi – ha dichiarato il presidente brasiliano Lula da Silva – i BRICS rappresenteranno il 36% del PIL mondiale e il 47% della popolazione dell’intero pianeta”.

Il messaggio di Papa Francesco ai BRICS

A confermare l’attenzione e l’interesse del Vaticano all’evoluzione dei BRICS, alle sue politiche correnti e future, è stato l’inedito messaggio di Papa Francesco, che vorrebbe instaurare dei contatti permanenti con il gruppo. Come ha dichiarato alle agenzie d’informazione il presidente della Unione Mondiale dei Vecchi Credenti, Leonid Sevastianov “il Santissimo Padre vorrebbe, e ritiene che sarebbe positivo, se il Vaticano ricevesse lo status di osservatore nella nuova struttura BRICS. Il Pontefice crede che sarebbe interessante se il Vaticano entrasse nella struttura BRICS con lo stesso status di osservatore di cui gode attualmente presso le Nazioni Unite”, ha detto Sevastianov.
“Dal punto di vista di Papa Francesco – ha sottolineato Sevastianov – l’assegnazione al Vaticano dello status di osservatore presso i BRICS sarà un passo molto positivo dal momento che del gruppo fanno e faranno parte i due Paesi cattolici, il Brasile e l’Argentina (dal 2024, N.d.R,), mentre il fattore cattolico nelle strutture dei BRICS ha un grande significato nell’ottica di comuni valori cristiani e umani”.
Il presidente dell’Unione Mondiale dei Vecchi Credenti, Leonid Sevastianov, è noto per i suoi contatti personali e frequenti con Papa Francesco. In precedenza il Pontefice aveva affidato proprio a Sevastianov il delicato compito di far conoscere il piano di pace per l’Ucraina “il più possibile tra il popolo della Russia”. In un’intervista a Il Messaggero  Sevastianov ha sottolineato di avere “un rapporto di lunga data” con Papa Francesco. “È un legame di amicizia: per me è come un padre spirituale anche se io sono un ortodosso”, ha detto Sevastianov, ricordando di aver conosciuto Papa Francesco personalmente 10 anni fa. “Nel 2013 abbiamo organizzato in Vaticano un concerto per la pace in Siria. Era novembre. Francesco non è venuto al concerto, però il giorno dopo ci ha invitati personalmente alla Messa del mattino. Da allora ogni volta che venivo a Roma lo passavo a trovare e il rapporto si è intensificato, fino a diventare per me un punto di riferimento spirituale. Sono ortodosso ma gli scambi che ho con lui sono fonte di infinita riflessione e crescita umana”, ha raccontato Sevastianov a Il Messaggero.
Quello dei Vecchi Credenti è un movimento religioso russo che nel 1666-1667 si oppose alle scelte della gerarchia ortodossa del proprio Paese, arrivando a separarsene in segno di protesta contro le riforme ecclesiastiche introdotte dal patriarca Nikon. I Vecchi Credenti continuarono infatti a esercitare le antiche pratiche della Chiesa russa, antecedenti all’entrata in vigore delle riforme.
Come ha notato Sevastianov la storia dei Vecchi Credenti “in un certo senso può essere descritta come una realtà della cultura russa ma con forti valori democratici, più vicini all’Europa e all’Occidente in generale”.

Cardinale Zuppi: multilateralismo unica via

In un videomessaggio, citato dall’agenzia Askanews, alla Quarta Soft Power Conference organizzata da Francesco Rutelli a Venezia il 28 e 29 agosto, il Cardinale Matteo Maria Zuppi, inviato speciale di Papa Francesco e presidente della CEI, ha detto che il multilateralismo è unica via per far fronte alle nuove sfide: “Credo che ci sia una parola chiave nella nostra riflessione che è il multilateralismo. Siamo molto orfani di questo, ed è indispensabile perché è l’unica via per tradurre la faticosa consapevolezza che ‘siamo tutti sulla stessa barca’, quella grande visione di Papa Francesco della “Fratelli tutti”, tradurla anche in luoghi dove comprendere, discutere, esaminare e, perché no, anche decidere, trovare le regole di questo multilateralismo che è in realtà molto in difficoltà, se pensiamo alla difficoltà dell’Europa, che è ovviamente multilaterale, che però deve avere una sintesi e fa una grande difficoltà ad avere una sintesi efficace, che sappia rispondere alle sfide a cui è sottoposta, a cui tutti noi siamo sottoposti”.

Giornalisti e Redattori di Pluralia

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