Atlantic Council: infrastrutture sottomarine globali per trasmissione dati nel mirino dei terroristi

I cavi sottomarini trasmettono in tutto il mondo oltre il 95% del traffico internazionale di dati

Paolo Messa, Atlantic Council

Il summit dei leader del G7 sotto la presidenza di turno italiana, in programma dal 13 al 15 giugno a Borgo Egnazia, in Puglia, dovrà tra l’altro concentrarsi sul problema della sicurezza delle infrastrutture informatiche globali. In parole povere, in seguito a un recente attacco contro un cavo a fibre ottiche del Mar Rosso, che ha lasciato senza Internet alcuni Paesi africani, dovrà essere deciso come difendere i cavi sottomarini.

Come ha scritto l’Atlantic Council, un think tank statunitense con sede a Washington, il vertice del G7 può rappresentare una opportunità per “creare un percorso comune” verso una “coalizione occidentale inclusiva, dedicata alla salvaguardia del dominio sottomarino”. In un articolo, scritto da Paolo Messa, ricercatore capo del Centro per l’Europa dell’Atlantic Council, del titolo “Perché il G7 italiano si concentra sulla sicurezza delle reti di comunicazione sottomarine” si legge che “tra meno di due mesi, i leader del G7 si riuniranno in Italia per il summit annuale, dove le crisi in Medio Oriente e in Ucraina saranno centrali per l’agenda delle discussioni: tuttavia, bisognerebbe trovare il tempo per creare un percorso comune per affrontare un tema globale urgente, ma sottovalutato, ossia quello dei cavi sottomarini”.

Secondo Messa “questi cavi sottomarini trasmettono in tutto il mondo  oltre il 95% del traffico internazionale di dati, che sono alla base di tutto, dalle transazioni finanziarie alle operazioni militari. I responsabili politici devono affrontare le sfide uniche di questo settore e sviluppare approcci strategici per proteggerlo”.

In questo contesto si fa notare che la Cina si sta muovendo in questa direzione, aumentando gli investimenti nella costruzione e nella protezione di cavi e di altre infrastrutture sottomarine, nel quadro dell’iniziativa di Pechino per la Nuova via della seta (Belt and Road Initiative, BRI).

Secondo l’autore dell’articolo, la Cina non vuole avere “Internet aperto”. Inoltre Pechino è molto preoccupato per la realizzazione di un nuovo progetto globale dei trasporti, quello, previsto dal corridoio economico “India-Medio Oriente-Europa”, che dal punto di vista occidentale rappresenta “una alternativa promettente” per rafforzare il commercio e la connettività. Il dominio sottomarino rappresenta la “linfa vitale del traffico internazionale di dati”, e la comunità globale può garantirne la resilienza “sfruttando lo slancio generato dalla dichiarazione dei ministri del G7 e utilizzando la presidenza di turno italiana per creare alleanze che diano priorità ai principi della sicurezza, della trasparenza e dell’inclusività”.

“La sicurezza del dominio sottomarino – ha sottolineato infine Paolo Messa – è essenziale per preservare l’integrità dell’economia globale”.