BERS pubblica le stime economiche per i Paesi est europei

Migliorate le previsioni di crescita per l’Armenia, l’Azerbaijan e la Russia, lasciate invariate quelle dell’Ucraina

La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS)  ha pubblicato il 15 maggio un rapporto del titolo “Regional Economic Prospects 2024” *Prospettive economiche regionali 2024(nel quale ha presentato le stime di sviluppo economico dei Paesi est-europei e dell’ex Unione Sovietica. In particolare gli analisti della Banca con sede a Londra hanno rivisto al rialzo le proprie previsioni di crescita del Prodotto interno lordo (PIL) della Russia nel 2024 al 2,5%. Nel rapporto precedente, presentato dalla BERS a settembre del 2023, gli esperti della Banca avevano stimato la crescita del PIL russo all’1% nel 2024. La “promozione” della Russia è stata spiegata dal “boom manifatturiero” nel settore della difesa, nonché dall’intensificazione gli scambi economici e commerciali della Russia con la Cina e “molti altri Paesi partner e neutrali”. Secondo gli esperti delle BERS l’economia russa è ritornata praticamente al “livello che aveva preceduto l’inizio di un’operazione militare delle forze russe in Ucraina”. Ciononostante la BERS prevede un “rallentamento della crescita rispetto al 2023”, mentre il tasso di crescita del PIL russo nel 2025 potrà rallentare fino all’1,5 per cento.

È stata anche rivista al rialzo – dal precedente +1,3% al +2,8% – la previsione di crescita del PIL della Bielorussia: “Poiché è probabile che ampie sanzioni ostacolino lo sviluppo economico della Bielorussia a breve e medio termine, si prevede che il tasso di crescita aumenterà del 2,8% nel 2024 per rallentare al 2,2% l’anno successivo”.

Per quanto riguarda le prospettive economiche dell’Ucraina, gli analisti della BERS hanno lasciato invariate le previsioni dal precedente rapporto: +3% nel 2024 e +6% nel 2025. “La ripresa delle esportazioni e l’espansione la produzione militare in Ucraina probabilmente favoriranno la crescita economica nel Paese”, hanno scritto gli esperti della BERS, sottolineando però che i “rischi multipli per l’economia ucraina, legati soprattutto ai danni causati alle infrastrutture portuali ed elettriche, rimangono molto elevati”.

Per i tre Paesi ex sovietici del Caucaso, l’Armenia, l’Azerbaijan e la Georgia, gli analisti della BERS hanno previsto una crescita compresa tra il 3,1% e il 6,2 per cento. Secondo le stime della Banca, il PIL dell’Armenia crescerà del 6,2% nel 2024, mentre l’anno prossimo si aspetta un rallentamento al 4,8 per cento. I rischi economici nel Paese, si legge nel rapporto, “derivano principalmente dall’incertezza geopolitica”. Nello stesso tempo, si sottolinea che l’aumento delle spese pubbliche volte a facilitare l’integrazione dei rifugiati dal Nagorno-Karabakh “sosterrà la crescita” dell’economia nazionale.

Il Prodotto interno lordo dell’Azerbaigian crescerà del 3,1% nel 2024. Le previsioni precedenti della crescita economica del Paese avevano indicato il +2,4. Nel 2025 si prevede tuttavia un rallentamento della crescita al 2,7 per cento. Nel rapporto è stato notato che la “crescita economica dell’Azerbaigian è accelerata dalla metà del 2023 al primo trimestre del 2024 grazie all’aumento della domanda europea di petrolio e gas”, esportati dall’Azerbaijan. Allo stesso tempo “i principali rischi sono legati alla vulnerabilità dell’economia basata sull’export di idrocarburi, a causa alle fluttuazioni dei prezzi sui mercati globali e alla fragilità della situazione geopolitica nella regione”.

Infine la crescita del Prodotto interno lordo della Georgia dovrebbe raggiungere il 5,2% nel 2024 per rallentare al 4,6% nel 2025. Secondo la Banca, i principali rischi per l’economia georgiana sono sempre  l’instabilità geopolitica nella regione. “I potenziali progressi relativi allo status di Paese candidato all’Unione europea, al contrario, potrebbero creare un ambiente più stabile e stimolare le riforme economiche a sostegno della crescita”, hanno sottolineato gli esperti della BERS.

Per scaricare il rapporto della BERS (PDF in inglese) dal sito di Pluralia, ecco il link