Cina, dalla Banca centrale più sostegno alle PMI

Nell’ambito dell’impegno dichiarato dalla Cina per stimolare la crescita dell’economia privata, le autorità di Pechino hanno presentato una serie di misure volte a rafforzare i servizi finanziari per le imprese private per aiutarne la crescita. Le imprese private rappresentano il 60% del PIL cinese e l’80% dei posti di lavoro nelle città ed escono da un periodo particolarmente difficile, anche a causa delle lunghe restrizioni legate al Covid.

Così, la Banca Popolare Cinese (la banca centrale della Repubblica Popolare Cinese), in un accordo pubblicato da altre otto autorità tra cui l’Amministrazione Nazionale di Regolamentazione Finanziaria, annuncia “Un maggiore sostegno finanziario sarà destinato alle imprese private, in particolare a quelle micro, piccole e medie, nonché a quelle che operano in settori ad alta intensità tecnologica come le industrie a bassa emissione di carbonio”.

I dati dell’istituzione di statistica cinese, parlano di profitti in calo del 7,8% per le società industriali (con una perdita di 6.115,42 miliardi di yuan, ovvero 855 miliardi di dollari) nei primi 10 mesi del 2023 (seppur in lenta ripresa negli ultimi mesi) e in questo modo le autorità intendono facilitare l’accesso a diversi canali di finanziamento, tra cui il credito, le obbligazioni e le stock option. Sarà inoltre facilitato il credito per chi richiede un finanziamento per la prima volta e saranno adottate misure “volte a incoraggiare gli investitori istituzionali a includere le obbligazioni societarie delle imprese private nei loro portafogli e a sostenere le imprese private nelle quotazioni in borsa e nelle fusioni e acquisizioni”.

Oltre a questo nella circolare riportata dall’agenzia cinese Xinhua, si fa riferimento a un mix di strumenti di politica monetaria, incentivi fiscali e coperture assicurative finalizzato a mobilitare la disponibilità delle istituzioni finanziarie per metterle a servizio delle imprese private.