Elezioni in Sud Africa: per la prima volta l’ANC non conquista la maggioranza

Anche l’affluenza alle urne ha lasciato molto a desiderare: di un totale di 27,8 milioni di aventi diritto al voto è andato a votare il 58,6 per cento

Cyril Ramaphosa

Per la prima volta dalla fine dell’apartheid in Sud Africa il Congresso nazionale africano (ANC), al potere nel Paese per 30 anni, sin dal 1994, non ottiene la maggioranza assoluta dei voti alle elezioni generali che si sono svolte lo scorso 29 maggio. Secondo la Commissione elettorale del Sudafrica (IEC), che ha diffuso i risultati definitivi del voto in ritardo a causa di un attacco informatico contro i suoi server, l’ANC è riuscito a conquistare il 40,2% dei voti, il peggior risultato di sempre. Complice della sconfitta dell’ANC è stata un’affluenza alle urne insolitamente bassa che ha raggiunto appena il 58,6 per cento.

Vale a dire che per la prima volta dalla fine dell’apartheid l’ANC sarà costretto a formare un Governo di coalizione con uno o più partiti minori. Al secondo posto per la popolarità tra gli elettori si è trovata l’Alleanza democratica (DA) che ha ottenuto il 21,7% dei voti, mentre a chiudere la trojka è stato il partito l’uMkhonto weSizwe (Lancia della Nazione, MK), dell’ex presidente, Jacob Zuma, che si attesta il 14,7 per cento.

Secondo le previsioni della stampa locale sudafricana sarà molto difficile, impossibile quasi la costituzione di un’alleanza tra l’ANC e il partito MK, viste le profonde divergenze tra il presidente uscente, Cyril Ramaphosa, e Zuma, che era stato escluso dalle elezioni dalla Corte costituzionale sudafricana a pochi giorni dall’inizio del voto. Molto più probabile, ma “non scontata”, per gli osservatori politici sudafricani e internazionali , si presenta un’intesa tra l’ANC e l’Alleanza democratica (DA). L’Assemblea nazionale (Parlamento) sceglierà il prossimo presidente del Sud Africa che resterà in carica per i prossimi cinque anni.