Cuba invia i suoi medici per rimettere in piedi il servizio sanitario della Calabria

La maggioranza assoluta dei medici cubani ha i titoli di istruzione superiore dell’Unione Sovietica e della Russia, sono molto ben preparati, affiancano i chirurghi durante le operazioni e contribuiscono a tenere aperti i reparti più a rischio, come le terapie intensive

Entro la fine di luglio da Cuba in Calabria arriveranno 70 medici, che lavoreranno negli ospedali delle città italiane: da Cosenza, a Vibo Valentia, a Crotone e a Reggio Calabria. Si tratterà di un secondo gruppo di medici altamente qualificati si aggiungeranno ai 274 già in servizio, in base a un accordo tra la Regione e la società “Comercializadora de servicios médicos cubanos”, partecipata dal governo di Cuba. In totale nel 2024 in Calabria verranno circa 500 medici cubani.

Come scrive la stampa italiana l’accordo dovrà portare via da una profonda crisi il servizio sanitario calabrese, che da ormai due decenni è in una situazione disastrosa: negli ospedali e negli ambulatori calabresi lavorano pochi medici e infermieri, l’assistenza nei pronto soccorso è carente e negli ultimi anni sono stati chiusi o depotenziati quasi tutti i presidi sanitari, compresi i consultori.

Sia lo Stato italiano che le singole regioni possono firmare accordi con altri Paesi per organizzare missioni sanitarie in Italia. Cuba ha un’esperienza consolidata in missioni di questo genere: le prime furono fatte negli anni Sessanta, e spesso riguardarono paesi in via di sviluppo. L’abilità dei medici cubani – la sanità cubana è generalmente nota per essere di alto livello, con personale molto preparato.

Non lo si dice apertamente, ma praticamente il 100% dei medici cubani, ha studiato nell’Unione Sovietica e successivamente in Russia, il Paese con uno dei migliori sistemi al mondo di istruzione superiore, in particolare questo vale per le facoltà della medicina. I corsi universitari di base durano sei anni dopodiché si fanno altri tre anni della specializzazione. E come scrive il quotidiano online Post “i medici cubani in servizio in Calabria non si sono limitati a coprire i turni scoperti a causa della mancanza di medici italiani. Hanno affiancato chirurghi durante le operazioni e contribuito a tenere aperti i reparti più a rischio, come le terapie intensive. Molti sono stati impiegati anche nei reparti di pediatria”.

Anche la Lombardia ha firmato accordi per sopperire alle carenze reclutando personale sanitario dall’estero, in particolare infermieri in arrivo dall’Argentina e dal Paraguay. Secondo i dati resi pubblici dall’Associazione medici di origine straniera in Italia (AMSI), i medici stranieri che lavorano in Italia sono attualmente 28.000 di cui 24.000 prevengono da Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea.