Il Messico affronta una crisi idrica senza precedenti

Quando Città del Messico fu fondata, la zona dove ora sorge una delle città più popolose della Terra era occupata da un sistema di laghi. Oggi la capitale del Messico è alle prese con una siccità senza precedenti e i suoi 22 milioni di abitanti convivono con razioni, acqua che esce dai rubinetti, se esce, solo 2/3 ore al giorno, secondo le testimonianze raccolte dai media locali. Da tre mesi la situazione è al limite a causa delle scarse precipitazioni (non solo quest’anno), lunghissimi periodi siccitosi e dalle alte temperature. Secondo Fabiola Sosa-Rodríguez dell’Università Autonoma Metropolitana di Città del Messico, citata da Sky News,  “l’acqua disponibile nella metropoli è quasi la metà dell’acqua a cui i cittadini dovrebbero poter accedere”.

Una situazione che tuttavia non è nuova e non è limitata alla capitale: secondo quanto riporta l’Associazione no profit water.org su 127 milioni di messicani, 72 milioni , ovvero il 57% della popolazione, non hanno accesso all’acqua potabile e 47 milioni (37%) non hanno accesso a servizi igienici sicuri. La scarsità d’acqua e la siccità sono un problema in gran parte del Paese e più della metà delle famiglie messicane con accesso all’acqua potabile può contare su un servizio solo intermittente.

Ma nella capitale la situazione è ora drammatica e la popolazione è alla prese con rigidissimi contingentamenti. Anni di precipitazioni anormalmente scarse hanno dato il colpo di grazia a un sistema idrico già carente. Secondo alcuni analisti la situazione è così critica che in poche settimane la metropoli potrebbe rimanere definitivamente a secco, e alla stagione delle piogge, che potrebbero alleviare la situazione, mancano mesi.

Secondo El Pais, il presidente messicano López Obrador ha convocato una riunione urgente all’inizio di febbraio e in seguito promesso di migliorare del 30% in un anno l’approvigionamento idrico anche con lo scavo di nuovi pozzi nei dintorni di Città del Messico.

I politici locali minimizzano la situazione ma alcuni esperti parlano di un “giorno zero”, in cui interi quartieri della città rimarranno definitivamente a secco. E questo, secondo l’Organizzazione del Bacino Idrico della Valle del Messico, interpellata dal quotidiano messicano La Razon, potrebbe accadere attorno al 26 giugno con la crisi che potrebbe durare fino a settembre quando dovrebbe iniziare la stagione delle piogge. A quel punto si spera che le precipitazioni possano dare sollievo al Cutzamala, il sistema idrico che rifornisce la capitale e buona parte del Messico.