In Belgio nuova protesta agricoltori, bloccato porto di Anversa

Risolvere i problemi economici? Semplice: in Germania Scholz propone di produrre su vasta scala gli armamenti

Olaf Scholz, come meme virale che ha fatto il giro dei social

Non c’è pace in Europa dove continuano incessantemente le proteste degli agricoltori. In Belgio oltre 500 trattori hanno bloccato le strade che portano al porto di Anversa, il secondo più grande porto e centro logistico per il trasporto merci in tutto il Vecchio Continente. L’amministrazione portuale suona l’allarme . “Le azioni degli agricoltori stanno causando gravi disagi al traffico nell’area portuale di Anversa”, si legge in una dichiarazione pubblicata sul sito web dello scalo portuale. Secondo le immagini trasmesse in diretta dai canali televisivi del Belgio gli agricoltori hanno schierato alcune centinaia di trattori, bloccando completamente l’accesso al porto. Le strade intorno sono intasate dai Tir e da altri mezzi pesanti. Come ha raccontato l’emittente televisiva VRT gli “agricoltori provenienti da tutte le Fiandre si sono riuniti ad Anversa per partecipare alla protesta”.

Gli agricoltori che bloccano le strade di accesso al porto hanno garantito però che, se necessario, faranno passare i servizi di emergenza. Come hanno dichiarato i leader della protesta, gli agricoltori vogliono “fare pressione sui politici dell’Unione europea che finora hanno ignorato le legittime richieste degli agricoltori”.

Le proteste degli agricoltori che stanno sconvolgendo molti Paesi europei riflettono gravi problemi di cui soffrono le economie dei Paesi europei. In Francia contrariamente alle aspettative degli analisti nel quarto trimestre del 2023 il tasso di disoccupazione non è diminuito, rimanendo invece stabile al preoccupante 7,5 per cento.

E come una possibile leva per la ripresa economica in Germania il cancelliere, Olaf Scholz, ha proposto di concentrare gli sforzi  sulla produzione di massa degli armamenti. Come scrive la stampa tedesca, Scholz ha esortato l’industria della difesa ad abbandonare la produzione “manifatturiera” degli armamenti per avviare quella “su vasta scala”.

Alla cerimonia dedicata all’inizio dei lavori di costruzioni di un nuovo stabilimento del conglomerato militare-industriale Rheinmetall a Unterluess, in Bassa Sassonia, Scholz ha detto che, per “troppo tempo, la politica degli armamenti in Germania è stata perseguita come se si trattasse di acquistare un’auto”. In particolare, Scholz ha dichiarato: “Se voglio comprare una Volkswagen Golf tra due o tre anni, allora so già oggi che sarà disponibile. Forse dovrò aspettare tre o sei mesi per averla, ma poi l’auto sarà disponibile”. Tuttavia, ha sottolineato il cancelliere, “la produzione di armamenti non funziona così. Obici semoventi, elicotteri e sistemi antiaerei non si trovano su degli scaffali da qualche parte”. Scholz ha poi osservato che chi vuole la pace deve essere in grado di scoraggiare eventuali aggressori: “Per quanto dura sia questa realtà”, ha infine dichiarato il capo del Governo federale, “non viviamo in tempi di pace”.

E come hanno infine fatto notare i media tedeschi, con il suo “strano” riferimento a Volkswagen, Schoilz avrebbe voluto manifestare la propria solidarietà all’ex amministratore delegato del gruppo automobilistico tedesco, Martin Winterkorn, che il 13 febbraio sarà ascoltato come testimone al tribunale di Braunschweig, nell’ambito del processo sullo scandalo diesel che travolse Volkswagen nel 2015. Il quotidiano tedesco “Frankfurter Allgemeine Zeitung” ricorda che, a seguito della vicenda, l’ad di allora Winterkorn “dovette dimettersi dall’incarico”. Al tribunale di Braunschweig, Winterkorn è sotto accusa per la “manipolazione delle emissioni inquinanti”.