Intel costruirà un impianto da 4,6 miliardi in Polonia

Con la deriva ecologica europea e la conseguenza transazione verde richiesta a tutti i Paesi appartenenti all’Unione, molti Stati stanno cercando di ridurre la propria dipendenza dai fornitori asiatici di semiconduttori, vessati anche dalla carenza causata dalla pandemia. 

In questo contesto Intel costruirà un impianto per l’assemblaggio e il collaudo di semiconduttori in Polonia per un valore di 4,6 miliardi di dollari. 

L’impianto, che sarà a Breslavia, contribuirà a soddisfare la “domanda critica di capacità di assemblaggio e collaudo” che Intel prevede sarà pronta entro il 2027. In quella data Intel prevede che sarà operativo anche il suo impianto di produzione di semiconduttori nella città tedesca di Magdeburgo, dal valore di 17 miliardi. 

Nonostante le promesse, le trattative con Berlino si stanno facendo più complicate del previsto, poiché l’azienda di semiconduttori asserisce che non possono essere sufficienti, a causa di inflazione e aumenti del costo dell’energia, i 6,8 miliardi di euro di sovvenzioni che il governo ha stanziato. Intel chiede altri 4 miliardi di euro, possibilità che il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner ha escluso parlando con il Financial Times. I media tedeschi, però, riferiscono informazioni diverse affermando che la Germania potrebbe cedere alle pressioni.

In Polonia, intanto, il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki si è detto “entusiasta di espandere il ruolo della Polonia nella catena globale di fornitura dei semiconduttori”. Un ulteriore passo avanti per i polacchi che hanno il più grande centro di ricerca e sviluppo di Intel in Europa, nella città di Danzica, dove lavorano 4.000 persone. 

Sia il governo polacco sia Intel hanno glissato sulle sovvenzioni che sarebbero state date all’azienda per costruire l’impianto nel proprio Paese, ma Intel ha dichiarato che “come in tutti i luoghi in cui opera, Intel perseguirà gli incentivi appropriati per garantire che le sue operazioni siano competitive a livello globale”.