Intelligenza artificiale, i 27 Paesi UE approvano l’AI Act

Ora il regolamento passerà al voto del Parlamento europeo, possibile l'entrata in vigore tra un anno

La riunione dei rappresentanti permanenti dei 27 Paesi UE, il Coreper I, ha dato via libera al nuovo sistema di regole  sull’Intelligenza artificiale noto come AI Act. Ora ci sarà il voto all’Europarlamento ma l’Unione europea si appresta ad essere il  primo soggetto ad adottare una regolamentazione sull’intelligenza artificiale.

Gli ambasciatori degli stati membri della UE hanno approvato all’unanimità l’accordo raggiunto già a fine 2023 dal Consiglio e dal Parlamento Ue dove la normativa tornerà ora per il via libera definitivo.

“Dobbiamo avere un’intelligenza artificiale sicura per tutti noi e incoraggiare l’innovazione al più presto. L’AI Act stabilirà anche regole chiare per etichettare i deep fake e i contenuti manipolativi”, ha commentato attraverso il social media X, Vera Jourova, vicepresidente della Commissione europea.

L’AI Act  non sarà in vigore verosimilmente prima di un anno ma ora ci sono le basi perché  l’intelligenza artificiale sia regolamentata e sia limitata la capacità di quest’ultima di causare danni alla società seguendo un approccio “basato sul rischio”. Pur senza ostacolare, anzi, favorendo gli investimenti e l’innovazione in questo settore, si cerca quindi garantire che i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati in Europa non provochino danni all’uomo e alla società e rispettino i diritti fondamentali e i valori dell’UE.

Vengono così stabiliti dei livelli di rischio da quello “minimo”, dove rientrano la maggior parte dei sitemi oggi disponibili, fino a quello “inaccettabile”. Qualora si riscontrassero potenziali problemi, dovranno essere garantiti dai fornitori dei servizi sistemi di mitigazione del rischio, alta qualità dei set di dati, registrazione delle attività, documentazione dettagliata, informazioni chiare sugli utenti, supervisione umana e un alto livello di sicurezza informatica.

I sistemi di intelligenza artificiale “ad alto rischio” comprendono quelli che che riguardano le infrastrutture critiche (acqua, gas, elettricità), i dispositivi medici, i sistemi per reclutare le persone. Uno dei temi “caldi” è quello relativo ai sistemi di identificazione biometrica, e nell’AI Act vengono definiti i casi limite in cui si può utilizzare (per esempio particolari indagini di polizia, rischio di atti di terrorismo, …).