La UE indaga su Meta per i rischi sui minori

La Commissione europea ha avviato un procedimento su Meta, la società che detiene i popolari social network Facebook e Instagram. Bruxelles teme che possa possa essere stata violata la legge sui servizi digitali (Digital Service Act, DSA). In particolare si teme per la tutela dei minori e che “Facebook e Instagram, compresi i loro algoritmi, possano stimolare dipendenze comportamentali nei bambini”. E, come conseguenza, che li porti all’isolamento e al rischio depressione o, più in generale, a pericoli per la loro salute mentale.

“Non siamo convinti che Meta abbia fatto abbastanza per rispettare gli obblighi del DSA per minimizzare i rischi di effetti negativi sulla salute fisica e mentale dei giovani europei su Facebook e Instagram”, ha spiegato Thierry Breton, politico francese che ricopre la carica di commissario UE per il Mercato interno.
Il particolare si contesta ai social network di creare il così detto effetto “rabbit hole”, ovvero che gli algoritmi propongano contenuti correlati e in sequenza “intrappolando” il fruitore. Una dinamica che è riconoscibile da qualsiasi utente dei social e che potrebbe però avere effetti nefasti sul più piccoli.  Si indagherebbe anche sui modi con cui viene verificata l’età degli utenti e sui metodi di tutele implementati da Meta.

Solo poche settimane fa, il 22 aprile, l’UE aveva aperto un’indagine nei confronti di TikTok su presupposti analoghi e pochi giorni dopo il social cinese aveva sospeso un programma a premi implementato in Francia e in Spagna.