L’Iran ha attaccato Israele, per Teheran “La questione può considerarsi chiusa”

La rappresaglia in seguito al raid israeliano a Damasco è avvenuto con un lancio di droni e missili nella notte del 13 aprile

L’Iran ha lanciato un attacco con droni e missili su Israele con centinaia di droni e missili in diverese ondate lanciate lanciati dall’Iran, dall’Iraq, dallo Yemen e dalla Siria.

Israele ha affermato di aver neutralizzato “il 99% degli attacchi” con l’aiuto di Stati Uniti e Gran Bretagna. L’Iran ha spiegato che l’atto è stato di legittima difesa in seguito all’attacco al suo consolato di Damasco e ha fatto appello a Israele perché non reagisca.

“La questione può considerarsi chiusa così – ha detto la rappresentanza iraniana all’ONU – Ma se il regime israeliano commetterà un nuovo errore, la risposta sarà considerevolmente più dura”. “Pur esprimendo la propria adesione ai principi sanciti dall’Onu e dal diritto internazionale, l’Iran è determinato a difendere le proprie sovranità, integrità territoriale e interesse nazionale contro qualsiasi uso illegale della forza e dell’aggressione”.

Nella notte c’è stata una telefonata tra Biden e Netanyahu in cui il presidente statunitense ha spiegato che non parteciperà a eventuali rappresaglie di Israele contro l’Iran.
Una fonte ufficiale ha spiegato al Times of Israel che “Nessuna decisione” è stata presa relativamente a una riposta israeliana. Se ne discuterà nel corso del Gabinetto di guerra previsto per il pomeriggio del 14 aprile. In serata invece si riunirà il Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Dalla Cina arrivano dichiarazioni preoccupate per un’eventuale escalation e un portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino ha chiesto alle parti di “rimanere calme ed esercitare moderazione” sottolineando anche che queste tensioni sono frutto delle tensioni a Gaza, una situazione che va risolta il prima possibile.