Novembre 2023, uno dei mesi migliori della storia dei mercati

Gli analisti tirano le somme del mese appena finito e arrivano alla conclusione praticamente unanime: il novembre del 2023 entrerà nella storia dei mercati finanziari come uno dei periodi migliori, perché “i capitali sono tornati copiosi a ricoprire le due principali classi di investimento azioni e obbligazioni”.

Secondo il quotidiano economico e finanziario italiano Il Sole 24 Ore in novembre è stato registrato un “rialzo dell’azionario globale vicino al 10%, accompagnato da forti acquisti anche sui bond. I gestori stanno scontando il migliore degli scenari possibili: il calo dell’inflazione accompagnato da un’economia resiliente”.

I dati positivi in novembre di certo non sono mancati: l’indice delle Borse globali (MSCI World) è salito dell’8,9%, con la capitalizzazione cresciuta di 6.500 miliardi di dollari. Anche l’indice S&P500 che in novembre ha toccato quota 4,567.80 punti, ha dimostrato la performance che non si vedeva dagli Anni 60 del secolo scorso. Non ha fatto eccezione la Borsa di Milano con l’indice FTSE MIB che il 30 di novembre è salito a quota più alta dell’intero anno pari a 29.737,38 punti. “C’è un detto nelle sale operative – ha sottolineato il quotidiano italiano – in base al quale i mercati sono soliti salire con le scale e scendere con l’ascensore. Quest’anno è accaduto il contrario. Da agosto ad ottobre le Borse sono scese con le scale (disegnando tre gradini al ribasso speculari) per poi risalire violentemente a novembre con l’ascensore”.

Il primo segnale positivo è arrivato 13 novembre dagli Stati Uniti con l’annuncio del nuovo dato sull’inflazione migliore del previsto: il dato core relativo al mese di ottobre è salito dello 0,2% anziché dello 0,3%. Sempra poco ma lo 0,1% ovvero i 10 punti base a favore del mercato del lavoro “sono stati sufficienti per convincere gli investitori che il lavoro restrittivo della Federal Reserve sul fronte tassi sia finito”.

Come prima mossa gli investitori hanno chiuso le posizioni ribassiste (che tecnicamente equivalgono ad acquisti) dopodiché sono passati gli acquisti puri. “In primo luogo quelli dei fondi che hanno iniziato a posizionarsi sul migliore degli scenari possibili tra quelli all’orizzonte: il soft landing, quell’atterraggio morbido per l’economia atteso nel 2024, tale da non far crollare i consumi e scatenare una recessione, ma allo stesso tempo in grado di spingere la banche centrali verso la svolta, il pivot, l’avvio del percorso di taglio dei tassi”, ha scritto Il Sole 24 Ore.

Nell’Eurozona a novembre la corsa dei prezzi al consumo si è attestata al 2,4% (dato preliminare) nettamente al di sotto del 2,8% atteso, e questo secondo gli analisti finanziari permetterà alla Banca centrale europea di rivedere in aprile la propria politica monetaria, dopodiché a maggio arriverà il turno della Federal Reserve.

Intanto ci si aspetta la pubblicazione il 12 dicembre dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti nel mese di novembre. Il giorno dopo si riunirà il Consiglio direttivo della Fed, con a capo il governatore Jerome Powell, per calibrare con le cifre in mano la politica monetaria degli Stati Uniti.