Primarie in Michigan: vincono Trump e Biden, ma moltissimi elettori Dem hanno votato scheda “vuota”

Il 13% degli elettori democratici ha sbarrato la casella “uncommitted”, votando per nessuno dei candidati

I manifestanti musulmani invitano gli elettori a votare "uncommitted"

Nello stesso giorno del martedì 27 febbraio, nello Stato del Michigan il partito Repubblicano e quello Democratico hanno organizzato le proprie elezioni primarie per scegliere i rispettivi candidati alla prossima presidenza degli Stati Uniti. Come era ampiamente previsto dai media, il voto è stato vinto dai due candidati principali dei rispettivi partiti: l’ex presidente Donald Trump per i Repubblicani e il presidente in carica, Joe Biden, per i Democratici.

Lo spoglio è ancora in corso, ma c’è già un dato molto importante, quello che riguarda il voto degli elettori Dem. Al momento, con più dell’80% delle schede scrutinate, Biden starebbe conquistando circa il 79% dei voti favorevoli. Può sembrare tanto, se non prendessimo in considerazione che il 13% degli elettori  del Michigan ha votato la cosiddetta “scheda bianca”. Per la precisione dei 700.000 elettori oltre 60.000 persone – una cifra enorme, secondo i giornali statunitensi – ha sbarrato la casella “uncommitted” (“non schierato”).

Secondo gli analisti il voto “uncommitted” è arrivato prevalentemente da chi, dentro al partito Democratico, fa opposizione da “sinistra” a Biden. Molti non sono d’accordo con le politiche degli USA nel Medio Oriente, condannando il sostegno incondizionato della Casa Bianca a Israele nella guerra contro Hamas. I giornali ricordano come il Michigan abbia una “numerosa popolazione musulmana, una delle più grandi in proporzione alla popolazione totale, dopo lo Stato di New York, il New Jersey, il Maryland e l’Illinois”.

Il risultato delle primarie in Michigan è un campanello d’allarme vero e proprio per Biden in vista delle elezioni del 5 novembre. Il Michigan è considerato “uno degli stati più decisivi per la vittoria elettorale”, ma allo stesso tempo è considerato anche un cosiddetto “Swing State”, che non può essere classificato né come democratico, né come repubblicano. E con il voto dele primarie Dem, Biden ha visto erodere significativamente il suo sostegno tra i musulmani e gli americani di origine araba.

Il principale rivale di Biden, l’ex titolare della Casa Bianca, Donald Trump, attualmente considerato nuovamente in vantaggio dai sondaggi d’opinione, ha stravinto in Michigan le primarie Repubblicane. Secondo i dati preliminari, Trump avrebbe ottenuto il 70% delle preferenze degli elettori conservatori contro circa il 25% dell’ultima “rivale” rimasta, l’ex rappresentante USA alle Nazioni Unite, Nikki Haley, che nei giorni scorsi aveva clamorosamente perso il suo donatore principale. Haley non è riuscita a vincere nemmeno una delle corse già concluse in Iowa, New Hampshire, Nevada, Isole Vergini e neanche in Carolina del Sud, lo Stato che lei stessa governò dal 2011 al 2017. Ciononostante Haley ha annunciato che “rimarrà in gara” almeno fino al cosiddetto Super Tuesday del prossimo 5 marzo, quando alle urne saranno subito chiamati gli elettori di ben 15 Stati americani.