Referendum per la pace, l’iniziativa parte da Verona

Raggiungere la pace con la mediazione, non con le armi. Con questa idea parte da Verona una proposta referendaria.

Una iniziativa che parte da Verona ma che presto potrebbe allargarsi anche a molte altre province venete e italiane. Sono infatti stati lanciati dai Comitati “Ripudia la Guerra” e “Generazioni future” due quesiti referendari per dar voce ai cittadini sull’attuale situazione geopolitica internazionale. Il referendum, si sa, resta una delle poche forme di democrazia diretta e consente alla gente di esprimersi su questioni importanti. Fra queste la guerra Russia-Ucraina che coinvolge direttamente l’Italia attraverso l’invio di armi a un paese belligerante in una situazione complessa che si presta a diverse analisi.

A questo si aggiunge l’art. 11 della Costituzione, che “ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, e la larghissima contrarietà degli italiani ad intervenire direttamente o indirettamente in un conflitto.

Obiettivo primario, dicono i promotori, raggiungere la pace attraverso la mediazione, non con le armi “che producono più morti e distruzioni, e favoriscono l’allargamento del conflitto, cui si aggiungono le conseguenze economiche che possono condurre alla miseria intere popolazioni oltre che danneggiare l’ambiente in maniera irreversibile”.

L’obiettivo dei comitati, già organizzati con gazebo settimanali, è raggiungere almeno 500.000 firme entro la metà di Luglio, quelle stesse necessarie affinchè i quesiti  possano essere ammessi. Entrambi vogliono fermare, attraverso l’abrogazione di norme diverse, l’ulteriore coinvolgimento diretto dell’Italia nel conflitto.