Rinnovabili: il Giappone finanzierà progetti in India

Entro il 2030 l’India vuole triplicare la generazione di energia nucleare

Ajit Kumar Mohanty

L’India cerca di ridurre l’uso dei combustibili fossili e lavora a 360 gradi in cerca di partner internazionali per aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Giovedì 28 marzo è stato firmato un accordo da 130 milioni di dollari tra la società statale indiana NHPC, azienda leader del comparto idroelettrico, e la Banca per la cooperazione internazionale del Giappone (JBIC) che si è impegnata a finanziare in India “alcuni promettenti progetti nel campo di energie verdi”. Ai finanziamenti in India parteciperanno anche le banche commerciali nipponiche la MUFG Bank e Bank of Yokohama.

All’esame ci sono alcuni progetti che vanno dalla costruzione delle mini-centrali idroelettriche, a una centrale solare e anche a un parco eolico. L’accordo tra l’India e il Giappone è volto a favorire la riduzione delle emissioni di gas serra e come conseguenza combattere l’inquinamento atmosferico, specie nei maggiori centri abitati come Nuova Delhi, Mumbai e Madras.

Un’altra direzione di lavoro attivo del Governo di Narendra Modi è legato all’aumento della produzione di energia nucleare. L’India vuole più che triplicare la sua capacità di generazione di energia nucleare entro il 2030, passando dagli attuali 7,5 GW ai 23-25 GW. Attualmente nel Paese sono in costruzione 10 reattori nuovi. Lo ha annunciato il presidente della Commissione del Governo indiano per l’Energia atomica (AEC) Ajit Kumar Mohanty. “Il nostro obiettivo è che l’energia nucleare abbia una quota significativa nel mix di elettricità dell’India entro il 2047, quando il Paese festeggerà i 100 anni di indipendenza”, ha detto Mohanty, sottolineando l’impegno del Paese a raggiungere le emissioni “nette zero” entro il 2070.