Sale alle stelle in Turchia la tassa sull’import di alcune colture cerealicole

L’Italia si trova al al 6° posto tra i principali fornitori della Turchia preceduta da Russia, Svizzera, Cina, Germania e Stati Uniti

A partire dal 1° maggio del 2023 la Turchia introduce la tassa del 130% sulle importazioni di frumento, di granoturco e di orzo. Finora in Turchia le importazioni di questi cereali sono state soggette a tassa “zero”. Come ha scritto il giornale ufficiale del Governo turco, T.C. Resmi Gazete, “la misura deve proteggere gli interessi dei produttori agricoli locali”.

La Turchia è uno dei maggiori importatori dei prodotti cerealicoli della Russia, che da parte sua ha fatto abbassare il 26 aprile la tassa sull’export di frumento a quota dell’1,4 per cento. Mosca ha dichiarato di sperare che la nuova misura draconiana “verrà abolita con l’inizio del nuovo anno agricolo, che comincerà il 1° di luglio del 2023”. Come ha sottolineato il presidente dell’Unione russa degli esportatori del grano, Eduard Zenin, “infatti, la misura è volta a proteggere il mercato interno della Turchia nel periodo che precede il nuovo anno agricolo. Gli importatori della Turchia acquistano delle quantità notevoli di cereali  per una successiva lavorazione e per la produzione di farina, di pasta, di prodotti dolciari. Per questa categoria di produttori la tassa sull’import sarà sempre tenuta a quota zero, ma a condizione che i produttori saranno in grado di dare delle prove affidabili riguardo alle proprie vendite e alle proprie esportazioni in quantità comparabili con quelle dei cereali importati. In Russia siamo fiduciosi che la nuova tassa venga abolita con l’inizio del nuovo anno agricolo”.

Negli ultimi dieci mesi la Russia ha esportato verso la Turchia oltre 10 milioni di tonnellate di cereali, di cui le vendite di frumento hanno totalizzato i 7,2 milioni tonnellate.

Secondo i dati diffusi il 7 aprile scorso dall’Agenzia ICE di Istanbul, nel mese di gennaio 2023 – rispetto all’analogo mese del 2022 – il commercio estero con la Turchia ha segnato un aumento del 16,8% che ha colloca l’Italia al 5° posto tra i maggior partner commerciali di Ankara, con 1,9 miliardi di interscambio totale e una quota del 3% sul totale importato dalla Turchia. L’Italia in ambito UE si è dunque piazzata al secondo posto preceduta dalla Germania (3,6 miliardi di merci e servizi venduti) e prima della Francia mentre nell’area del Mediterraneo si è confermata come il partner commerciale numero uno della Turchia.

Nel mese di gennaio 2023, le esportazioni italiane sono state poco più di un miliardo di dollari con un incremento dell’export in valore del 32,7% rispetto a gennaio 2022 collocando il nostro Paese al 6° posto tra i principali fornitori della Turchia preceduta da Russia, Svizzera, Cina, Germania e Stati Uniti.

Si mantiene invece stabile quale 5° cliente dopo Germania, Stati Uniti, Russia e Regno Unito con 917 milioni di dollari di beni acquistati con un decremento dell’import in valore del 10,2% e un saldo positivo per l’Italia di poco più di 100 milioni di dollari.