Transizione energetica in stallo: Germania costruirà nuove centrali elettriche a gas

Per costruire delle nuove centrali elettriche, il Governo tedesco metterà ancora le mani nelle tasche dei contribuenti: sarà introdotta una nuova tassa che dovranno pagare tutte le famiglie

Robert Habeck

Con i prezzi dell’elettricità alle stelle nei Paesi dell’Unione europea, che per motivi politici hanno rinunciato al poco costoso gas russo, in Germania si prospetta una nuova stangata che colpirà tutti i contribuenti. La transizione energetica sta segnando il passo, la generazione elettrica che proviene dall’eolico e solare non riesce a garantire neanche il fabbisogno minimo dei consumatori e il Governo della Germania ha presento un piano per la costruzione di nuove centrali elettriche a gas, che garantiranno il flusso necessario di energia elettrica.

Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Economia, Robert Habeck, le centrali saranno alimentate a gas con la possibilità di essere convertite a idrogeno a partire dall’ottavo anno di esercizio. Il piano, per poter essere realizzato, dovrà essere approvato dalla Commissione europea nelle prossime settimane.

Dopo l’approvazione, ha dichiarato Habeck, il Governo tedesco introdurrà una “nuova tassa sul prezzo dell’elettricità per sovvenzionare la costruzione di nuove centrali a gas e per l’ammodernamento di quelle esistenti”.

Nel primo trimestre del 2024, in Germania, 162 aziende con un fatturato superiore a dieci milioni di euro hanno dichiarato di essere insolventi, un aumento del 41% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I dati allarmanti sono stati pubblicati dalla testata tedesca “Handelblatt” che ha citato un’analisi realizzata dalla società di ristrutturazione aziendale Falkensteg. Delle 279 aziende esaminate che hanno dovuto dichiarare fallimento nel 2023, solo il 35% è riuscito a essere salvato entro la fine della prima metà del 2024 e questo attraverso la “vendita a un investitore o perché i creditori hanno concordato un piano di insolvenza”. Secondo lo studio sono state colpite duramente le società immobiliari, le aziende del settore automobilistico e quelle dell’ingegneria meccanica. “Tra le aziende insolventi figurano nomi di spicco come il tour operator Fti, la catena di grandi magazzini Galeria e l’azienda di moda Esprit”, ha scritto “Handelblatt”.

La scorsa settimana il Governo tedesco ha approvato il bilancio federale della Germania per il 2025 ed è subito battaglia tra il ministero delle Finanze e la Bundesbank, la Banca centrale tedesca. Come ha dichiarato il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, il ministro delle Finanze, Christian Lindner, “non può sperare nell’aiuto della Banca centrale tedesca per mobilitare denaro per il bilancio attraverso la vendita di riserve auree”. Secondo Nagel “l’oro è un’ancora di fiducia e ha un alto valore simbolico, soprattutto per la popolazione”. La Bundesbank tedesca possiede circa 3.356 tonnellate di oro, il che la rende il secondo tesoro d’oro più grande del mondo dopo quello degli Stati Uniti (8.133 tonnellate). Seguono l’Italia (3.452 tonn.), la Francia (2.437 tonn.) e la Russia (2.351 tonn.).