USA: Trump a processo, la prima volta per un ex presidente

Il tycoon sul banco degli imputati a New York per il caso Stormy Daniels

Si apre oggi a New York il processo a Donald Trump per il “caso” Stormy Daniels. Per la prima volta nella stotia degli Stati uniti un ex presidente è sul banco degli imputati.

L’accusa per Trump è quella di aver fatto passare come “spese legali” i soldi passati a una ex attrice porno perché non rivelasse la loro relazione. Si parla di una cifra di 130.000 dollari e la dichiarazione sotto la lente d’ingrandimento è quella del 2016. I capi di imputazione sono 34 e, al contrario dei vari altri casi che vedono Trump imputato, questo procedimento potrebbe essere l’unico a chiudersi prima del voto per le presidenziali che è fissato per il 5 novembre 2024.

Michael Cohen, che ai tempi era avvocato di Trump, pagò Stormy Daniels e poi fu rimborsato da Trump che fece figurare quei soldi come spese legali. Cohen nel 2018 era stato condannato a tre anni per la stessa vicenda e per dichiarazioni mendaci al Congresso e adesso è uno dei testimoni chiave.

“Cohen e Daniels sono due bugiardi due sacchi di spazzatura – ha dichiarato il tycoon – Testimonierò, dirò la verità e la verità è che un caso che non esiste”.

Il processo non sarà trasmesso dalla tv e alla vigilia, il 14 aprile, Trump ha spiegato, nel corso di un comizio in Pennsylvania: “Ho un giudice disonesto. Questo non è mai successo prima, lo sapete, vero?. Sono imbavagliato davanti a un giudice altamente conflittuale e corrotto, che soffre di TDS. Qualcuno sa cos’è la TDS? ‘Trump Derangement Syndrome'(così Trump definisce l’avversione politica definita ‘patologica’ nei suoi confronti, ndr)”.

Trump in caso di condanna rischierebbe fino a quattro anni di carcere per ogni capo di imputazione, ma secondo gli analisti è improbabile che il processo possa chiudersi con conseguenze di questa portata e l’ex presidente potrà verosimilmente continuare la sua campagna elettorale in attesa del processo di appello.