UE: nuove sanzioni potranno colpire il gas russo

La Germania, la Francia, la Spagna e il Belgio oppongono resistenza alla proposta della Commissione europea

Al capo della Commissione europea, Ursula von der Leyen, piace ripetere che “l’Europa è praticamente smarcata dalla Russia in termini energetici”. Dopo le sanzioni che dovevano colpire l’export russo di petrolio, l’Unione europea per la prima volta sta valutando di sanzionare il settore del gas che Mosca nonostante tutto continua a esportare verso molti Paesi del Vecchio Continente.

All’inizio di maggio, gli esperti tecnici della UE hanno avviato i primi colloqui in vista del prossimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che questa volta dovrebbero prendere di mira anche il gas russo. Dopo le proteste “non ufficiali” della Germania, della Francia, del Belgio e della Spagna le fonti della Commissione europea hanno fatto sapere che Bruxelles “non intende attuare un divieto assoluto di importazione”. L’obiettivo è quello di “vietare i trasbordi di gas naturale liquefatto (GNL) russo”, che dopo aver cambiato nave-metaniera arriva nei porti della UE, principalmente in Francia e in Spagna. Oltre a riempire le riserve europee di gas, queste esportazioni russe stanno generando notevoli profitti per alcune aziende della UE che riescono a riesportare il GNL russo verso i Paesi asiatici.

A marzo 2024 l’Italia ha aumentato le importazioni di gas russo, diventando il principale acquirente di gas russo tra tutti i Paesi europei. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa “Ria Novosti” sulla base dei dati di Eurostat, l’agenzia di statistiche europea. In particolare nel mese di marzo, l’Italia ha aumentato le importazioni di 2,6 volte rispetto al mese precedente, spendendo per l’import di gas russo 238,5 milioni di euro. Il volume record precedente era stato registrato nel febbraio 2023, quando l’Italia aveva importato gas russo per 282 milioni di euro. Complessivamente, scrive “Ria Novosti” l’export di gas russo verso l’Unione europea a marzo è cresciuto del 2,3%, salendo a quota 1,14 miliardi di euro, di cui 602,6 milioni sono stati pagati per gas fornito attraverso un sistema di gasdotti, mentre i restanti 536 milioni sono stati pagati per il GNL. A febbraio di quest’anno, i principali importatori del gas russo erano stati la Francia, l’Ungheria e la Spagna.