USA, evitato in extremis lo shutdown

Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato una legge di finanziamento provvisoria nella tarda serata di sabato 30 settembre evitando lo shutdown, ovvero il blocco amministrativo che accade quando non viene approvata la legge di bilancio.

Lo spettro dello shutdown era stato evocato più volte nelle ultime settimane ma, in extremis, l’ala democratica dei repubblicani e i democratici hanno trovato un compromesso: la votazione ha dato così il via libera al finanziamento al governo fino al 17 novembre con 335 voti favorevoli e 91 contrati. In questo modo milioni di americani non rimarranno senza stipendio (i quasi 4 milioni di dipendenti legati al Governo) e non saranno chiusi tutta una serie di sevizi non essenziali a causa del blocco amministrativo: decisivo ai fini dell’accordo la cancellazione dei 6,2 miliardi di dollari di nuovi aiuti promessi all’Ucraina.

Sostanzialmente, quella proposta da Kevin McCarthy, speaker repubblicano alla Camera dei rappresentanti, è una legge tampone che permettere di prendere un mese e mezzo di tempo per trovare un accordo definitivo sul budget.

Con questa misura le agenzie federali continueranno a ricevere fondi almeno fino a metà novembre: sono previsti circa 16 miliardi di dollari per gestire le emergenze ma, come detto, non ci sono gli aiuti all’Ucraina che Biden aveva annunciato: “La Russia ha sbagliato ma sugli aiuti a Kiev dobbiamo individuare un piano, una strategia. E la Casa Bianca deve condividerlo con noi”, ha commentato McCarthy. Secondo fonti della Casa Bianca citate dall’ANSA questa è la migliore misura possibile al momento perché “mantiene aperto il governo federale, prevede aiuti in caso di calamità e non contempla forti tagli ai programmi dell’amministrazione”.