USA, repubblicani contro repubblicani, via lo speaker McCarthy

Alcuni esponenti trumpiani hanno votato con i democratici per rimuovere lo speaker repubblinano. E' la prima volta che accade nella storia degli Stati Uniti.

Kevin McCarthy non è più il presidente della Camera dei rappresentanti, o speaker, come lo chiamano negli Stati Uniti.

L’esponente del Partito repubblicano è stato destituito con un voto a cui hanno partecipati anche diversi esponenti della sua stessa formazione politica. L’accusa principale dell’ala destra dei repubblicani, vicina alle posizioni di Donald Trump, è quella di aver fatto accordi con il Partito democratico per evitare lo shutdown, che avrebbe portato alla paralisi amministrativa del Paese.

La mozione per rimuovere  McCarthy è stata presentata dai deputato “trumpiano” della Florida, Matt Gaetz, ed è stata votata anche dalla minoranza democratica alla Camera, il verdetto è stato 216 voti a favore e 210 contrari. McCarthy ricopriva questo ruolo da 9 mesi, quando venne eletto dopo un complicato processo politico caratterizzato da ben 15 votazioni. Lo speaker uscente ha annunciato che non proverà a ricandidarsi per la carica. “Oggi ho perso una votazione, ma ho combattuto per ciò in cui credo e io credo nell’America – ha commentato – non sono pentito per aver negoziato (con i democratici, ndr), mi hanno insegnato a risolvere i problemi non a crearli”.

Ora a guidare la camera, ad interim, è Patrick McHenry, ma fino a quando non sarà eletto un nuovo speaker i lavori sono sostanzialmente fermi. Il presidente Joe Biden ha infatti esortato la Camera a non perdere tempo e a mettersi d’accordo per una nuova guida nel minor tempo possibile: “le sfide urgenti che la nostra nazione deve affrontare non aspetteranno”.