USA, torna l’incubo shutdown: c’è tempo fino al 18 novembre

La data del 18 novembre si avvicina rapidamente e, ancora una volta, il Congresso statunitense arranca per trovare un accordo che scongiuri il blocco amministrativo. Lo scorso 30 settembre fu trovato un accordo in extremis per evitare lo shutdown; Kevin McCarthy, allora speaker alla Camera dei rappresentanti, era riuscito a far approvare una legge tampone che permetteva di prendere un mese e mezzo di tempo per trovare un accordo definitivo sul budget. Tempo che sta scadendo.

Nel frattempo McCarthy, il 4 ottobre, è stato sfiduciato dal suo stesso partito (repubblicano) e la successione è stata molto complicata a causa delle divisioni interne. Solo il 26 ottobre, dopo 22 giorni di paralisi, è stato trovato un accordo per eleggere Mike Johnson.

Ora, a meno di una settimana dalla scadenza per lo shutdown, Johnson ha presentato un nuovo piano per estendere temporaneamente i finanziamenti federali, ma questo è stato subito bocciato dal Senato e dalla Casa Bianca.

“Questa proposta è solamente una ricetta per un ulteriore caos repubblicano e per altre chiusure – ha spiegato Karine Jean-Pierre, portavoce della Casa bianca – A pochi giorni dall’estremo shutdown repubblicano, e dopo aver bloccato il Congresso per tre settimane dopo aver estromesso il proprio leader, i repubblicani stanno perdendo tempo prezioso con una proposta poco seria che è stata criticata da membri di entrambi i partiti”.

Jean-Pierre sottolinea anche le divisioni interne del Partito repubblicano mettendo anche in guardia dai pericoli legati allo shutdown: “metterebbe a rischio la sicurezza nazionale e le priorità interne, costringendo i membri del servizio a lavorare senza stipendio… I Repubblicani della Camera devono smettere di perdere tempo con le loro divisioni politiche, fare il loro lavoro e lavorare in modo bipartisan per evitare lo shutdown“.