Vladimir Putin: “È ora di porre fine al conflitto”

Il leader russo dice basta con le speculazioni: “La Russia ha lanciato una operazione militare speciale per porre fine a una guerra contro la popolazione del Donbass che prosegue da nove anni”.

Come scrive oggi il quotidiano “Il Riformista” questa dichiarazione del presidente russo, Vladimir Putin, è stata fatta in occasione della cerimonia per il conferimento di onorificenze a esponenti del mondo della cultura al Cremlino. “Da nove anni il nostro nemico, il nemico del nostro popolo, è in guerra con queste persone – ha dichiarato Putin -. Spesso sentiamo dire che la Russia ha iniziato una sorta di guerra. No, la Russia, con un’operazione militare speciale, sta cercando di fermare questa guerra condotta contro di noi, contro il nostro popolo che, a causa di una ingiustizia storica, è finito fuori dai confini dello stato russo. Questo non ha impedito loro di essere comunque il nostro popolo. La Russia sta facendo di tutto per proteggerli. E farà di tutto”, ha sottolineato il leader del Cremlino.
“Il Riformista” ha notato, che non si è fatto attendere un nuovo e quanto minaccioso avvertimento dell’ex presidente e ora vice capo del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitry Medvedev. “A suo dire infatti – scrive il quotidiano – la Nato sta facendo un errore nel ritenere impossibile uno scenario di guerra nucleare poiché gli eventi possono prendere una direzione “imprevedibile” e la colpa ricadrà interamente sull’Alleanza Atlantica”. Secondo Medvedev la Nato “non starebbe prendendo sul serio questo scenario, altrimenti non fornirebbe armi così pericolose al regime ucraino. Quindi, a quanto pare, credono che un conflitto nucleare, o un’apocalisse nucleare, sia impossibile”.
Diventa sempre più preoccupante la situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, nell’Ucraina Orientale, controllata da oltre un anno dai militari russi. Il 22 maggio scorso la centrale nucleare ha di nuovo interrotto l’immissione di corrente elettrica in rete. Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, ha scritto su Twitter che “la situazione nella centrale nucleare di Zaporizhzhia è estremamente vulnerabile, questa situazione non può continuare”.
Ciononostante, conclude “Il Riformista”, l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ha detto di ritienere che fornire armamenti all’Ucraina “a piccole dosi servirebbe solo a far durare di più la guerra”. Borrell ha confermato inoltre l’intenzione di aumentare le risorse dello strumento Ue per la pace (European Peace Facility), una decisione che sarà presa alla prossima riunione del Consiglio dopo un’ennesima discussione tra gli ambasciatori presso la Ue. Borrell ha detto che “la maggioranza degli Stati membri” vorrebbe approvarlo: si tratta di un finanziamento totale di 3,5 miliardi di cui almeno un miliardo per l’Ucraina. Intanto, la Ue conferma che finora sono stati ventimila i soldati ucraini addestrati dall’Unione, mentre entro fine anno saranno 30 mila.